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LA STORIA DI THOR RACCONTATA DA ALINA, LA NOSTRA VET DI MEDGIDIA
1 Comment · Posted by Info in Giugno 2007

Thor è arrivato al rifugio portato da un uomo che diceva di non essere il suo padrone e che voleva lasciarlo da noi perché il cane mangiava 2 pezzi di pane al giorno…troppo per le sue finanze…. Thor si trovava nel carretto, dentro un sacco di plastica. Quando l’ho aperto, ho visto un cane molto grosso che sembrava vecchio.

L’ho fatto scendere e ho visto uno scheletro che camminava. Thor era un incrocio di Alano tedesco che normalmente dovrebbe pesare 60-70 kg. Purtroppo lui NE pesava appena 40kg.

Si muoveva molto lentamente, come un cane esausto. Era anche molto tenero. Ha bevuto moltissima acqua e ha mangiato voracemente tutto quello che gli abbiamo dato. Si vedeva che non mangiava da tanto tempo.
Mi era difficile valutare la sua età perché i suoi denti erano molto consumati e alcuni mancavano. Probabilmente aveva 10 anni o anche di più. Nel suo pelo c’erano uova di pidocchi e pulci. Aveva un aspetto orribile.
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Si vedeva che aveva sofferto tanto e che era stato ignorato. Nonostante tutto, non odiava le persone. E’ stato molto bravo e non si è opposto a nulla, neanche quando gli facevo le iniezioni dolorose con vitamine o altro. Era come un vecchietto che aveva visto di tutto nella sua vita e non si meravigliava più di nulla. Per 3-4 giorni tutto è andato bene. Lo portavo a fare una passeggiata e l’avevo sistemato in un piccolo recinto dove aveva una bacinella in cui gli piaceva stare. Al quinto giorno, quando l’ho portato fuori al mattino, ho notato che non aveva più la forza nelle zampe posteriori per tenersi in piedi. Avrebbe voluto camminare ma non poteva.

L’ho portato nel recinto e gli ho dato da mangiare. Ha rifiutato il cibo. Ha bevuto solo acqua e si è addormentato. Dopo qualche ora gli abbiamo dato di nuovo da mangiare, ma ha rifiutato nuovamente. Voleva solo dormire. Dormiva anche mentre gli abbiamo messo la flebo. Era un sonno molto profondo. Ricordo di averlo portato nella stanza dove si preparano gli animali per l’operazione e lui dormiva nel mezzo della stanza, tutti passavano a fianco a lui e lui continuava a dormire. La stessa sera ha mangiato un po’ di carne. Il secondo giorno è peggiorato. Ha cominciato a vomitare ed è diventato itterico. Non lo aiutavano più neppure le vitamine e le flebo. Ad una settimana dal suo arrivo, Thor è morto. Aveva sofferto troppo e l’aiuto era arrivato tardi. Troppo tardi. Era un cane vecchio che avrebbe dovuto avere un certo stile di vita: aveva bisogno di cure ed amore ma lui non aveva ricevuto nulla di tutto ciò.

L’unica consolazione è stata quella di avergli fatto vivere i suoi ultimi attimi come avrebbe dovuto vivere tutta la vita. Qualcuno l’ha accarezzato, gli ha parlato, gli ha messo un nome e si è dispiaciuto per la sua morte. Se non fosse per il nostro rifugio di Medgidia, questo cane sarebbe finito nella discarica, dove quell’uomo avrebbe voluto portarlo.
Thor è stato il nostro gigante tenero.”
Alina Vasile
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10 CUCCIOLI A PORDENONE GRAZIE ALL’ASSOCIAZIONE PER IL CANILE DI VILLOTTA
Comments off · Posted by Valeria in Giugno 2007
Le volontarie dell’Associazione per il Canile di Villotta’ hanno risposto prontamente al nostro appello e sono volate a Bucarest, lo scorso weekend, per ritirare i nostri cuccioli. Dieci quadrupedi sono volati a Venezia e da li sono stati accompagnati presso il rifugio, in attesa di nuove famiglie. Grazie ad Aurora, Marina ,Francesca e a tutti i volontari!
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LE VOLONTARIE OLANDESI SI PRENDONO CURA DEI NOSTRI CUCCIOLI
No comments · Posted by Lisa in Giugno 2007
Dal 1° di giugno tre studentesse di una scuola olandese si trovano presso il rifugio di Cernavoda per un mese di volontariato.Le ragazze, che studiano per diventare delle perfette “animal keepers” (quelle figure professionali che si occupano della cura degli animali ospiti in un rifugio) si stanno prendendo cura dei numerosissimi cuccioli che purtroppo affollano la nostra struttura. Ripartiranno il 30 giugno.

A Hilde (nella foto), Sara e a Lianne va il nostro ringraziamento per l’impegno profuso.
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