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Per aggirare la legge, la ditta di Ovidiu ha aperto l’associazione no profit “Dog Life”

Dopo una pausa di circa 3 mesi sono ricominciate ai primi di settembre le catture per le strade di Cernavoda.

Questa volta però non è la Green Life Recycling ma l‘associazione “Dog Life”, che guarda caso ha come presidente proprio la titolare della famigerata ditta di accalappiamenti.

Viste le nostre denunce presso la Prefettura e la Corte dei Conti con cui segnalavamo l’irregolarità del contratto con il comune, i titolari della GLR hanno deciso di aggirare la normativa e di aprire un’associazione no profit.

Il nuovo accordo prevede altri 20.000 euro al netto di Iva per il servizio di cattura, custodia ed eliminazione dei cani randagi, ma non specifica quanti animali siano inclusi in questa cifra.

Save the Dogs ha richiesto all’amministrazione la lista degli animali catturati tra il 2017 e il 2018 e sta studiando eventuali azioni legali per attaccare questo nuovo contratto.

Intanto siamo entrati in possesso dei dati forniti dall’Autorità Nazionale Veterinaria sulle catture e sulle eutanasie a livello nazionale.

La nostra zona si conferma maglia nera insieme alla provincia che circonda la capitale (Ilfov).

Nella sola provincia Costanza, secondo quanto comunicato dall’ANSVSA ad alcuni attivisti di Bucarest, sarebbero stati catturati 6.444 cani, mentre quelli soppressi ammonterebbero a 3.198 (il 49% del totale). I cani adottati o rivendicati dai padroni sarebbero 1.914, mentre di tutti gli altri (ben 1.332) non è data alcuna notizia e si presuppone che siano deceduti “naturalmente” durante i 14 giorni di permanenza nei canili lager.
In realtà è noto che la mortalità degli animali in questi gironi infernali è elevatissima a causa delle malattie infettive e delle condizioni di vita atroci che i cani devono sopportare.

Circolano inoltre con insistenza voci di collusioni tra alti esponenti del Governo e le ditte che riforniscono i canili pubblici, ma non siamo a conoscenza di alcuna inchiesta da parte della Magistratura romena.

La situazione politica in Romania è molto tesa da quando, lo scorso 10 agosto, sono state represse brutalmente le manifestazioni pacifiche con cui decine di migliaia di cittadini chiedevano le dimissioni dell’attuale governo social democratico. Nelle settimane precedenti era stata silurata Laura Codruta Kovesi, direttrice della Direzione Nazionale Anti Corruzione che aveva portato alla condanna per corruzione di numerosi politici romeni.