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Romania

Canile di Ovidiu
Finalmente interrotte le attività di cattura dei randagi

Il 2019 si è chiuso con una buona notizia: il canile degli orrori di Ovidiu (contro il quale nel 2017 abbiamo raccolto quasi 100.000 firme) ha interrotto da alcuni mesi le attività di cattura dei randagi.

La pressione costante da parte nostra e di tanti attivisti rumeni ha costretto la ditta a trasformarsi in una pseudo associazione no-profit e a cambiare numerose volte la propria ragione sociale.
Secondo alcune voci sembra che abbia perso il supporto del proprio sponsor politico, un parlamentare del PSD che con ogni probabilità ricavava vantaggi economici dall’attività della struttura. 

Dalle informazioni che abbiamo raccolto, la ditta non ha più partecipato a bandi per la cattura ed eliminazione dei randagi nella provincia di Costanza, limitandosi all’incenerimento di alimenti scaduti e di carcasse di animali.

Alla cessata attività del canile di Ovidiu non corrisponde, purtroppo, un cambio di passo da parte del capoluogo, la città di Costanza, che ha riaperto la propria struttura e dove i cani versano in condizioni penose.
Lo stesso vale per altri canili della costa, che continuano a lavorare a pieno ritmo. Una vittoria solo parziale dunque, che però ci dà una speranza per il futuro.
Intanto continuano le pressioni sulla municipalità di Costanza affinché, come a Bucarest, si attivino collaborazioni con cliniche veterinarie private per garantire sterilizzazioni gratuite agli animali di proprietà.

Sono circa 10.000 i cani e i gatti sterilizzati nella capitale nel corso del 2019  grazie a questa iniziativa virtuosa che a nostro avviso tutti i comuni rumeni dovrebbero replicare per contrastare efficacemente il randagismo.