VESAK 2025
L’evento dell’Unione Buddhista Italiana visto dalla lente di una volontaria
Annabella a sinistra, Fiorella a destra
Dal 23 al 25 maggio si è tenuto a Milano “Vesak 2025”, il Festival annuale organizzato dall’Unione Buddhista Italiana (UBI) a tema “La cura”.
Save the Dogs era presente con un suo presidio, in quanto strettamente connesso a UBI grazie al sostegno ricevuto per il progetto che ha coinvolto dei detenuti del carcere di Poarta Alba in Romania.
Il 24 e 25 maggio ero presente al banchetto di Save the Dogs con altri volontari e collaboratori, insieme per trasferire il messaggio della Fondazione, la sua storia, la sua mission, gli obiettivi presenti e futuri. Messaggi di compassione e amore verso gli animali di cui Save the Dogs si prende cura da più di vent’anni, ma anche, insieme, dei loro umani. Su tutti, con il progetto “Amici di strada, Compagni di vita”, che supporta il binomio cane/umano, ma con anche tante attività in questo ambito che la Fondazione, unica nel suo genere per l’ambito dei progetti seguiti, ha ideato e costruito nel corso degli anni e su cui continua instancabilmente a lavorare.
Con Vesak 2025 ho vissuto un’esperienza straordinaria. Per quello che ho ascoltato, imparato, per le persone che ho conosciuto e, soprattutto, per la connessione che ho sentito con gli altri volontari e collaboratori di Save the Dogs; come se ci conoscessimo da sempre, con la stessa volontà di intenti, la stessa energia che ci animava, la stessa voglia di raccontare la cura (per tornare al tema del festival) che Save the Dogs pone verso gli altri, i più soli, indifesi, dimenticati.
Vesak 2025 è stata l’emozione di incontrare da vicino Jane Goodall e ascoltare le sue parole di speranza fattiva (non la mera speranza di chi aspetta ma “di chi fa” per raggiungere gli obiettivi), il suo modo di avere cambiato la storia sul “sentire degli esseri viventi non umani” e sul rispetto che dobbiamo loro. L’emozione del rito della benedizione degli animali dove, in altri contesti, vengono per lo più allontanati; la presenza di centinaia di persone, per portare la loro testimonianza e volontà di avvicinarsi agli altri prendendosene cura.
E più di tutti, importante per me, la presenza della Presidente di Save the Dogs, Sara Turetta.
Sara è il filo rosso che ha fatto sì che oggi diventassi, con una delle scelte più belle della mia vita, una volontaria della sua Fondazione. La lettura del suo libro, alcuni anni fa, mi aveva profondamente scossa; la sua figura tenace e determinata mi aveva molto colpita. In quel momento ho compreso che fosse ora, anche per me, di concretizzare il mio amore per gli animali.

Vesak 2025 è stata l’emozione di incontrare da vicino Jane Goodall e ascoltare le sue parole di speranza fattiva (non la mera speranza di chi aspetta ma “di chi fa” per raggiungere gli obiettivi), il suo modo di avere cambiato la storia sul “sentire degli esseri viventi non umani” e sul rispetto che dobbiamo loro. L’emozione del rito della benedizione degli animali dove, in altri contesti, vengono per lo più allontanati; la presenza di centinaia di persone, per portare la loro testimonianza e volontà di avvicinarsi agli altri prendendosene cura.

E più di tutti, importante per me, la presenza della Presidente di Save the Dogs, Sara Turetta.
Sara è il filo rosso che ha fatto sì che oggi diventassi, con una delle scelte più belle della mia vita, una volontaria della sua Fondazione. La lettura del suo libro, alcuni anni fa, mi aveva profondamente scossa; la sua figura tenace e determinata mi aveva molto colpita. In quel momento ho compreso che fosse ora, anche per me, di concretizzare il mio amore per gli animali.



Save the Dogs segue progetti unici nel suo genere: “Amici di strada, Compagni di vita” a Milano, “Vite connesse” in Romania, l’appoggio ai rifugi del Sud con le maratone di sterilizzazione e l’incredibile oasi “Impronte di Gioia”, diventata ormai il modello per altre cliniche veterinarie e rifugi che in futuro potrebbero sorgere in Romania.
Essere volontari di questa Fondazione significa seguire un processo completo di aiuto: dalla raccolta alimentare alla consegna di quanto raccolto ai senzatetto o alle famiglie meno abbienti, dal cambiare l’approccio alla sterilizzazione, alle vere e proprie maratone per sterilizzare cani e gatti in Romania e Sud Italia, dal salvare gli animali nel rifugio di “Impronte di Gioia” al lavorare per garantirne le adozioni, fino alle raccolte fondi operando incessantemente sui donatori. Non è solo dare il proprio tempo agli animali ma è un lavoro di grande interesse in tutte le aree di competenza entro cui la Fondazione opera, è imparare continuamente. La grande esperienza dei collaboratori di Save the Dogs e dei volontari esperti sono una fonte di continuo insegnamento per me; non sono solo compagni di viaggio, sono persone da cui apprendere quella che è una vera e propria professione, sempre nuova, all’avanguardia, con progetti mirati e innovativi.
A volte, quando penso e spero di poter continuare a essere parte di questa famiglia e di entrare sempre di più nelle attività della Fondazione, mi chiedo “ma sarò all’altezza?”. La risposta è “non lo so”, ma so che quando indosso la pettorina di Save the Dogs e mi metto al lavoro mi sento una persona nuova, finalmente al posto giusto, pronta e capace di affrontare grandi sfide. E questo… è l’effetto “Save the Dogs”.

Save the Dogs segue progetti unici nel suo genere: “Amici di strada, Compagni di vita” a Milano, “Vite connesse” in Romania, l’appoggio ai rifugi del Sud con le maratone di sterilizzazione e l’incredibile oasi “Impronte di Gioia”, diventata ormai il modello per altre cliniche veterinarie e rifugi che in futuro potrebbero sorgere in Romania.
Essere volontari di questa Fondazione significa seguire un processo completo di aiuto: dalla raccolta alimentare alla consegna di quanto raccolto ai senzatetto o alle famiglie meno abbienti, dal cambiare l’approccio alla sterilizzazione, alle vere e proprie maratone per sterilizzare cani e gatti in Romania e Sud Italia, dal salvare gli animali nel rifugio di “Impronte di Gioia” al lavorare per garantirne le adozioni, fino alle raccolte fondi operando incessantemente sui donatori. Non è solo dare il proprio tempo agli animali ma è un lavoro di grande interesse in tutte le aree di competenza entro cui la Fondazione opera, è imparare continuamente. La grande esperienza dei collaboratori di Save the Dogs e dei volontari esperti sono una fonte di continuo insegnamento per me; non sono solo compagni di viaggio, sono persone da cui apprendere quella che è una vera e propria professione, sempre nuova, all’avanguardia, con progetti mirati e innovativi.

A volte, quando penso e spero di poter continuare a essere parte di questa famiglia e di entrare sempre di più nelle attività della Fondazione, mi chiedo “ma sarò all’altezza?”. La risposta è “non lo so”, ma so che quando indosso la pettorina di Save the Dogs e mi metto al lavoro mi sento una persona nuova, finalmente al posto giusto, pronta e capace di affrontare grandi sfide. E questo… è l’effetto “Save the Dogs”.
FIORELLA
Volontaria Save the Dogs