Nuovi box in via Pucci e via Saponaro: l’accoglienza si fa sempre più inclusiva

Nuovi ospiti
Il progetto Amici di strada, compagni di vita si allarga ancora: da oggi anche in via Pucci e via Saponaro, a Milano, sono attivi nuovi box sicuri per accogliere temporaneamente i cani delle persone senza dimora mentre queste accedono a servizi essenziali come docce, guardaroba e mensa.
Grazie alla collaborazione con il Comune di Milano e realtà del terzo settore come la cooperativa Detto Fatto e la Fondazione Fratelli di San Francesco, altri due punti strategici della città entrano a far parte della rete solidale che abbiamo costruito insieme per non lasciare indietro nessuno – né le persone né i loro animali.
In entrambi i centri, alcuni operatori hanno ricevuto una formazione specifica per aiutare gli animali a gestire il distacco temporaneo dai loro compagni umani, garantendo sicurezza, monitoraggio dello stato di salute e, se necessario, le prime cure veterinarie.
Come raccontato anche da la Repubblica, i nuovi box si inseriscono in un più ampio piano di coprogettazione per l’inclusione sociale, coordinato dall’Assessorato al Welfare del Comune. A oggi, sono 10 i box attivi in città, distribuiti in cinque servizi dedicati a chi vive in condizioni di grave marginalità.
«È un piccolo passo, ma carico di significato», ha dichiarato la nostra presidente Sara Turetta. «Un modello replicabile che auspichiamo possa essere esteso anche ad altri servizi e città».
Grazie, come sempre, a chi ci permette di portare avanti progetti come questo. È anche merito vostro se ogni giorno costruiamo insieme un’accoglienza più giusta e più umana – per tutti.

Come raccontato anche da la Repubblica, i nuovi box si inseriscono in un più ampio piano di coprogettazione per l’inclusione sociale, coordinato dall’Assessorato al Welfare del Comune. A oggi, sono 10 i box attivi in città, distribuiti in cinque servizi dedicati a chi vive in condizioni di grave marginalità.
«È un piccolo passo, ma carico di significato», ha dichiarato la nostra presidente Sara Turetta. «Un modello replicabile che auspichiamo possa essere esteso anche ad altri servizi e città».
Grazie, come sempre, a chi ci permette di portare avanti progetti come questo. È anche merito vostro se ogni giorno costruiamo insieme un’accoglienza più giusta e più umana – per tutti.
Grazie per quello che fate.