noscript

Una legge che confonde povertà e sfruttamento

Il caso della normativa lombarda sull'accattonaggio con animali

È per contrastare il drammatico fenomeno del racket delle elemosine che sfrutta gli animali che lo scorso luglio è stata modificata la Legge Regionale n. 33 del 2009, su richiesta di un gruppo di associazioni animaliste lombarde.

Se infatti in passato il divieto di “accattonaggio” era circoscritto alla presenza di cuccioli o di animali sofferenti e malati, con la modifica è stato esteso a qualsiasi tipo di animale, a prescindere dall’età e dalla sua condizione di salute.

Il testo approvato lo scorso mese di luglio però, porta con sè delle conseguenze che nessuno sembra aver intravisto: non distingue, cioè, tra chi sfrutta un animale e chi, pur vivendo per strada in una situazione di vulnerabilità, ha con il proprio cane un legame autentico e se ne prende cura.  

Con il progetto Amici di Strada, dal 2021 siamo al fianco delle persone senza fissa dimora e dei loro animali a Milano, offrendo cibo, beni di prima necessità e assistenza veterinaria di base.

Non appena si è diffusa la notizia della nuova normativa, molti dei nostri beneficiari ci hanno confidato il loro timore: quello di vedersi portato via il proprio cane.

Di fronte al rischio concreto che animali amati e curati dalla nostra unità di strada possano finire in canile, ci siamo mossi chiedendo alle istituzioni coinvolte (Comune, Polizia Municipale, Guardie Zoofile, ATS) di sederci intorno ad un tavolo per capire insieme come arginare gli effetti negativi della normativa. In particolare, abbiamo proposto che si valuti una deroga sulla normativa per quelle persone che sono seguite regolarmente dalla nostra unità di strada (identificabili tramite una tessera).

L’interlocuzione è ancora in corso con ATS e Regione Lombardia e vi terremo aggiornati sull’evolversi della situazione.

Nel frattempo, sui social è esplosa la polemica, e abbiamo deciso di rispondere punto per punto alle dichiarazioni di Task Force Animalista, l’associazione promotrice dell’emendamento.

La risposta della Presidente Sara Turetta