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La storia del mese: Nonnino

Un cane anziano non dovrebbe mai vivere in canile

Se quel giorno non lo avessimo portato via dalla gabbia stretta e fatiscente del canile di Costanza, Nonnino avrebbe trascorso lì il resto della sua vita. Sordo e ormai quasi cieco, quando lo abbiamo visto per la prima volta ci ha fatto una tenerezza infinita.

Un cane anziano non dovrebbe mai vivere in un canile, tantomeno in una struttura come quella. Un canile in cui centinaia di cani vivono in condizioni inaccettabili, in una struttura dove la mortalità supera il 50%.

Pur consapevoli che trovargli una famiglia non sarà semplice, non ce la siamo sentiti di lasciarlo indietro. È stato uno dei 13 cani che abbiamo salvato a fine luglio.

Nonnino è finalmente uscito dalla stanza di quarantena della nostra clinica, dove ha trascorso due settimane, un periodo necessario per assicurarci che non avesse contratto malattie infettive. Ha potuto annusare l’erba, incontrare altri animali e farsi coccolare dal nostro staff.

Verrà presto proposto ai nostri partner del Nord Europa, nella speranza che trovi una famiglia desiderosa di regalargli qualche anno di serenità e dignità. Fino ad allora resterà con noi a Impronte di Gioia, facendo lunghe passeggiate, finalmente al sicuro.

Seguici sui nostri canali social per conoscere gli altri cani che abbiamo salvato.

Se quel giorno non lo avessimo portato via dalla gabbia stretta e fatiscente del canile di Costanza, Nonnino avrebbe trascorso lì il resto della sua vita. Sordo e ormai quasi cieco, quando lo abbiamo visto per la prima volta ci ha fatto una tenerezza infinita.

Un cane anziano non dovrebbe mai vivere in un canile, tantomeno in una struttura come quella. Un canile in cui centinaia di cani vivono in condizioni inaccettabili, in una struttura dove la mortalità supera il 50%.

Pur consapevoli che trovargli una famiglia non sarà semplice, non ce la siamo sentiti di lasciarlo indietro. È stato uno dei 13 cani che abbiamo salvato a fine luglio.

Nonnino è finalmente uscito dalla stanza di quarantena della nostra clinica, dove ha trascorso due settimane, un periodo necessario per assicurarci che non avesse contratto malattie infettive. Ha potuto annusare l’erba, incontrare altri animali e farsi coccolare dal nostro staff.

Verrà presto proposto ai nostri partner del Nord Europa, nella speranza che trovi una famiglia desiderosa di regalargli qualche anno di serenità e dignità. Fino ad allora resterà con noi a Impronte di Gioia, facendo lunghe passeggiate, finalmente al sicuro.

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