QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA
IL NOSTRO INTERVENTO PER GLI ANIMALIQUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA: IL NOSTRO INTERVENTO PER GLI ANIMALI
Il 6 marzo segna i quattro anni dall’avvio del nostro intervento emergenziale in Ucraina, iniziato con l’assistenza immediata delle persone e dei loro animali al confine.
Insieme alla Polonia, la Romania è stato il paese in cui si è concentrato il maggior numero di rifugiati ucraini, quasi tre milioni secondo le stime locali nei primi mesi di guerra.
Il confine meridionale tra Romania e Ucraina dista appena 144 chilometri dal nostro rifugio di Cernavodă, e proprio lì siamo arrivati per comprendere i bisogni delle persone e degli animali in fuga, dando subito inizio a una rete di assistenza che ha costituito la base del nostro intervento, durato fino al 2024.
IL NOSTRO INTERVENTO AL CONFINE
Già dalle prime settimane dopo l’inizio del conflitto, migliaia di persone sono transitate dalla nostra postazione di aiuto a Isaccea, in fuga dai bombardamenti con i loro cani o gatti. Pur scappando con pochissimo, molti non hanno voluto lasciare i loro animali, trasportandoli in braccio o avvolti nelle giacche. Queste immagini sono state riprese dai media di tutto il mondo, rendendo finalmente visibile la sofferenza degli animali nei conflitti.
“Per la prima volta nella storia di un conflitto vediamo le immagini degli animali vittime della guerra: abbandonati per strada, affamati negli zoo, moribondi nei canili. Ci sono quelli rimasti nei villaggi deserti, raccontati dai bravi reporter della RAI Giammarco Sicuro e Stefania Battistini, ma anche quelli portati in spalla dai profughi o in braccio ai bambini ai punti di frontiera, o quelli che accompagnano le forze armate. Foto che commuovono il mondo e raccontano di un popolo che vive proprio come noi il rapporto con cani e gatti. Immagini che suscitano la nostra empatia verso un Paese poco conosciuto, ma d’un tratto molto vicino. Grazie a questi racconti, gli ucraini siamo noi” (Da “I cani, la mia vita” di Sara Turetta, Edizioni Sonda)
Da marzo a giugno 2022, oltre 40 volontari hanno assistito 1.025 persone al confine, distribuendo beni di prima necessità come cibo, guinzagli, collari e trasportini per consentire la continuazione del viaggio in sicurezza.
Inoltre, il rifugio di Cernavodă è stato utilizzato per accogliere temporaneamente cani e gatti in fuga che avevano bisogno di uno stallo sicuro, in attesa di poter ricongiungersi alle loro famiglie.
IL NOSTRO INTERVENTO AL CONFINE
Già dalle prime settimane dopo l’inizio del conflitto, migliaia di persone sono transitate dalla nostra postazione di aiuto a Isaccea, in fuga dai bombardamenti con i loro cani o gatti. Pur scappando con pochissimo, molti non hanno voluto lasciare i loro animali, trasportandoli in braccio o avvolti nelle giacche. Queste immagini sono state riprese dai media di tutto il mondo, rendendo finalmente visibile la sofferenza degli animali nei conflitti.
“Per la prima volta nella storia di un conflitto vediamo le immagini degli animali vittime della guerra: abbandonati per strada, affamati negli zoo, moribondi nei canili. Ci sono quelli rimasti nei villaggi deserti, raccontati dai bravi reporter della RAI Giammarco Sicuro e Stefania Battistini, ma anche quelli portati in spalla dai profughi o in braccio ai bambini ai punti di frontiera, o quelli che accompagnano le forze armate. Foto che commuovono il mondo e raccontano di un popolo che vive proprio come noi il rapporto con cani e gatti. Immagini che suscitano la nostra empatia verso un Paese poco conosciuto, ma d’un tratto molto vicino. Grazie a questi racconti, gli ucraini siamo noi” (Da “I cani, la mia vita” di Sara Turetta, Edizioni Sonda)
Da marzo a giugno 2022, oltre 40 volontari hanno assistito 1.025 persone al confine, distribuendo beni di prima necessità come cibo, guinzagli, collari e trasportini per consentire la continuazione del viaggio in sicurezza.
Inoltre, il rifugio di Cernavodă è stato utilizzato per accogliere temporaneamente cani e gatti in fuga che avevano bisogno di uno stallo sicuro, in attesa di poter ricongiungersi alle loro famiglie.
UNA RETE NAZIONALE E INTERNAZIONALE DI AIUTI
Nei mesi successivi, l’intervento si è strutturato e ampliato, arrivando ben oltre il confine: abbiamo operato a sostegno degli animali nelle città di Odessa, Mykolaiv, Kherson e Kharkiv, spesso in zone ancora sotto attacco.
Abbiamo contribuito alla ricostruzione di rifugi danneggiati dai bombardamenti e alla realizzazione di nuovi spazi di accoglienza.
Alle cure mediche urgenti, abbiamo affiancato, grazie alla collaborazione con alcune cliniche locali, un programma di sterilizzazione, cercando di arginare le nascite incontrollate di cucciolate costrette a sopravvivere in strada e in mezzo alle difficoltà. In due anni di attività nel Paese, sono stati 5.487 gli animali sterilizzati.
La richiesta di cibo è stata fin da subito molto elevata e per far fronte a questa emergenza sono stati organizzati invii regolari di ingenti quantitativi di mangime. In due anni di attività, grazie alla rete di oltre 20 partner locali e 400 volontari, la distribuzione di cibo ha raggiunto numeri significativi: oltre 1.116 tonnellate di alimenti per animali sono state consegnate a rifugi, animali di strada e familiari in difficoltà.
UNA RETE NAZIONALE E INTERNAZIONALE DI AIUTI
Nei mesi successivi, l’intervento si è strutturato e ampliato, arrivando ben oltre il confine: abbiamo operato a sostegno degli animali nelle città di Odessa, Mykolaiv, Kherson e Kharkiv, spesso in zone ancora sotto attacco.
Abbiamo contribuito alla ricostruzione di rifugi danneggiati dai bombardamenti e alla realizzazione di nuovi spazi di accoglienza.
Alle cure mediche urgenti, abbiamo affiancato, grazie alla collaborazione con alcune cliniche locali, un programma di sterilizzazione, cercando di arginare le nascite incontrollate di cucciolate costrette a sopravvivere in strada e in mezzo alle difficoltà. In due anni di attività nel Paese, sono stati 5.487 gli animali sterilizzati.
La richiesta di cibo è stata fin da subito molto elevata e per far fronte a questa emergenza sono stati organizzati invii regolari di ingenti quantitativi di mangime. In due anni di attività, grazie alla rete di oltre 20 partner locali e 400 volontari, la distribuzione di cibo ha raggiunto numeri significativi: oltre 1.116 tonnellate di alimenti per animali sono state consegnate a rifugi, animali di strada e familiari in difficoltà.
LA REALTÀ OGGI IN UCRAINA
L’Ucraina convive da sempre con un grave problema di randagismo canino e felino e con una presenza molto limitata di rifugi per animali. Le strutture esistenti, già prima del conflitto, erano spesso sovraffollate, anche a causa delle pressoché inesistenti adozioni internazionali e della scarsa diffusione della sterilizzazione, pratica mai realmente consolidata neppure tra molte associazioni locali.
Lo scoppio della guerra ha aggravato una situazione già fragile.
Dopo quattro anni di conflitto, la crisi economica, la frequente mancanza di elettricità e acqua e i danni alle infrastrutture hanno messo ulteriormente in ginocchio il sistema di tutela animale. I rifugi non dispongono dello spazio né delle risorse necessarie per accogliere nuovi animali.
Anche il sistema veterinario ha subito perdite gravissime. Molti medici veterinari sono morti al fronte o hanno lasciato il Paese, rendendo ancora più difficile garantire cure mediche, vaccinazioni e programmi di sterilizzazione.
Oggi la protezione degli animali dipende in larga misura dal sostegno di organizzazioni e cittadini di altri Paesi.
A rendere il quadro ancora più preoccupante è il ritorno della rabbia in diverse aree del Paese, in particolare nelle zone confinanti con il Donbass: una minaccia concreta sia per gli animali sia per la salute pubblica, che richiede interventi urgenti e continuativi.
LA REALTÀ OGGI IN UCRAINA
L’Ucraina convive da sempre con un grave problema di randagismo canino e felino e con una presenza molto limitata di rifugi per animali. Le strutture esistenti, già prima del conflitto, erano spesso sovraffollate, anche a causa delle pressoché inesistenti adozioni internazionali e della scarsa diffusione della sterilizzazione, pratica mai realmente consolidata neppure tra molte associazioni locali.
Lo scoppio della guerra ha aggravato una situazione già fragile.
Dopo quattro anni di conflitto, la crisi economica, la frequente mancanza di elettricità e acqua e i danni alle infrastrutture hanno messo ulteriormente in ginocchio il sistema di tutela animale. I rifugi non dispongono dello spazio né delle risorse necessarie per accogliere nuovi animali.
Anche il sistema veterinario ha subito perdite gravissime. Molti medici veterinari sono morti al fronte o hanno lasciato il Paese, rendendo ancora più difficile garantire cure mediche, vaccinazioni e programmi di sterilizzazione.
Oggi la protezione degli animali dipende in larga misura dal sostegno di organizzazioni e cittadini di altri Paesi.
A rendere il quadro ancora più preoccupante è il ritorno della rabbia in diverse aree del Paese, in particolare nelle zone confinanti con il Donbass: una minaccia concreta sia per gli animali sia per la salute pubblica, che richiede interventi urgenti e continuativi.
ANIMALI VITTIME COME NOI
Il conflitto in Ucraina è stato il primo nella storia dell’umanità a rendere visibile al mondo intero la sofferenza degli animali in guerra. Ma gli animali sono sempre stati e sempre saranno vittime nei conflitti, anche se perlopiù invisibili e privi di adeguata tutela, proprio come le persone.
A questo argomento è dedicato l’evento “Animali in guerra: soldati inconsapevoli, eroi dimenticati, vittime sconosciute”, che si è tenuto venerdì 13 marzo a partire dalle ore 10:00, nella Sala di rappresentanza, Università degli Studi di Milano (Via Festa del Perdono 7).
Ha preso parte alla giornata di approfondimento anche la Presidente di Save the Dogs, Sara Turetta, con un intervento dal titolo “Ucraina in guerra, gli animali escono dall’ombra: la fuga con i compagni umani e la tragedia di chi è rimasto indietro.” Il suo contributo ha portato una testimonianza diretta dei progetti attivati dall’organizzazione in Ucraina tra il 2022 e il 2024.
Un impegno che ha reso visibile il legame profondo tra persone e animali anche nei momenti più drammatici, ma che ha messo in luce anche la sorte di migliaia di animali rimasti senza tutela nei territori devastati dalla guerra.
ANIMALI VITTIME COME NOI
Il conflitto in Ucraina è stato il primo nella storia dell’umanità a rendere visibile al mondo intero la sofferenza degli animali in guerra. Ma gli animali sono sempre stati e sempre saranno vittime nei conflitti, anche se perlopiù invisibili e privi di adeguata tutela, proprio come le persone.
A questo argomento è dedicato l’evento “Animali in guerra: soldati inconsapevoli, eroi dimenticati, vittime sconosciute”, che si è tenuto venerdì 13 marzo a partire dalle ore 10:00, nella Sala di rappresentanza, Università degli Studi di Milano (Via Festa del Perdono 7).
Ha preso parte alla giornata di approfondimento anche la Presidente di Save the Dogs, Sara Turetta, con un intervento dal titolo “Ucraina in guerra, gli animali escono dall’ombra: la fuga con i compagni umani e la tragedia di chi è rimasto indietro.” Il suo contributo ha portato una testimonianza diretta dei progetti attivati dall’organizzazione in Ucraina tra il 2022 e il 2024.
Un impegno che ha reso visibile il legame profondo tra persone e animali anche nei momenti più drammatici, ma che ha messo in luce anche la sorte di migliaia di animali rimasti senza tutela nei territori devastati dalla guerra.